From a Wider Perspective

From a Wider Perspective

Antero, 2022

ANTCD002

Tracklist

  1. Apache
  2. Smells Like Teen Spirit
  3. Venus in Furs
  4. Candy Says
  5. Strawberry Fields Forever
  6. Riders on the Storm
  7. Horn
  8. God’s Gonna Cut You Down
  9. Let It Be

Dalle liner note originali del disco

From a Wider Perspective è molto più del titolo di un album: è un invito, che rivolgo prima di tutto a me stesso, a volgere lo sguardo verso più ampi orizzonti musicali, artistici ed umani.

Partiamo dall’aspetto musicale.

Da molto riflettevo su un concetto: gli artisti che affrontano la musica attraverso un approccio jazzistico percorrono principalmente due strade: la prima è fornire la propria interpretazioni di immortali brani, nel gergo chiamati jazz standards, prevalentemente composti nella prima metà del secolo scorso, che da sempre hanno rappresentato l’ossatura del repertorio di ogni diligente musicista jazz. La seconda è comporre brani inediti.

La prima soluzione, spesso adottata con scarso spirito critico, ha fatto sì che vengano proposti stancamente sempre gli stessi brani, anno dopo anno sempre meno noti ai poveri ascoltatori. Il tentativo di superare questa situazione stantia attraverso la composizione di nuova musica è sicuramente nobile nei presupposti. Ma se non si è provvisti dell’estro e delle credenziali necessarie genera una proliferazione di pagine di dubbio interesse.

C’è però una terza via, incredibilmente intrapresa solo di rado: prendere in considerazione qualsiasi  musica, senza limitazione alcuna di genere, stile o epoca di appartenenza, come possibile territorio da esplorare secondo l’approccio improvvisativo tipico del jazz. Ovviamente laddove il musicista percepisca naturale affinità e riesca a scorgere una certa fertilità e ricchezza di stimoli.

Questo semplice scatto permette immediatamente all’artista di poter attingere ad una quantità enorme di stimoli differenti e poter esprimere più compiutamente il proprio gusto e personalità, già dalla sola scelta del repertorio. Ci si può inoltre riallineare ad un linguaggio comune con quello degli ascoltatori, non più condannati a dover appartenere ad una elite di profondi conoscitori della tradizione jazzistica. D'altronde è quanto facevano i maestri dell'epoca del bop, quando reinterpretavano le musiche allora molto popolari.

Lo schiudersi di nuovi orizzonti artistici ed umani si riferisce invece alla recente nascita dell’Electric Trio, grazie alla rinnovata collaborazione con il caro amico e meraviglioso chitarrista Vittorio Giuffrida, persona ed artista da sempre impegnato nel superamento di inutili sovrastrutture e dannosi preconcetti.
La comune passione per la musica psichedelica degli ultimi anni ’60 ha portato a volgere la nostra attenzione in particolar modo a quel florido periodo storico/culturale e alle belle vibrazioni che ancora adesso sono chiaramente percepibili nella musica che da esso ne è scaturita.

Questa compagine si affianca alla storica formazione pianistica. A fungere da perno delle due manifestazioni del Trio c’è, insieme a me, il sempre più indispensabile Alessandro Germini.
Portare avanti entrambe le formazioni e le diverse possibilità che queste offrono è una sfida complessa. Lo sforzo è però già stato ripagato da risultati entusiasmanti e questo disco ne è una prima testimonianza.
Spero che possa essere di vostro gradimento e vi consenta, d’ora in avanti, di guardare il jazz da una prospettiva più ampia.

Marco Betti